La vita che si ama. Storie di felicità

La vita che si ama. Storie di felicità

di Roberto Vecchioni

Genere: Saggi
Prima pubblicazione: 2016
Pagine: 160
Lingua originale: Italiano
Formati disponibili: Cartaceo,Ebook
ISBN: 9788806230753

Trama

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Trama del libro

È inutile chiedersi cosa sia la felicità, o come fare a raggiungerla. Lo scrive un padre ai propri figli nella lettera che apre questo libro: la felicità, spiega, non è una questione d'istanti, ma una presenza costante, che corre parallela a noi. Il problema è saperla intravedere, imparando a non farci abbagliare. Il padre è Roberto Vecchioni. Sono per i suoi figli Francesca, Carolina, Arrigo e Edoardo - i racconti che compongono il volume. Dalle bizzarrie vissute insieme a loro, a episodi comici e drammatici della sua carriera di insegnante; dagli amori perduti o ritrovati fino a un ritratto vivo e passionale di suo padre Aldo, Vecchioni attinge alla propria biografia per costruire un vero e proprio manuale su come imbrigliare la felicità, senza farla scivolare via finché non diventa soltanto un ricordo. Ma ci sono anche le canzoni, scritte in un arco di quasi quarant'anni. Ci sono squarci letterari: un racconto dalle Mille e una notte, la storia di Paolo e Francesca, il mito di Orfeo ed Euridice, un frammento di Saffo. C'è l'amata Casa sul lago, testimone di tanti momenti, alcuni dei quali difficili e persino spaventosi. Roberto Vecchioni ci conduce in un viaggio personale lungo quello che chiama "il tempo verticale", uno spazio che tiene uniti tra loro passato, presente e futuro, dove nulla si perde. D'altronde "la felicità non è un angolo acuto della vita o un logaritmo incalcolabile o la quadratura del cerchio: la felicità è la geometria stessa".

Roberto Vecchioni scrive il suo libro più intimo, più autobiografico e urgente: La vita che si ama. Storie di felicità. Il cantautore, insegnante e scrittore lo scrive ai suoi figli Francesca, Carolina, Arrigo e Edoardo nei racconti che compongono il volume che parte con una critica ad Epicuro. Non si è felici nell’imperturbabilità, ma nell’attraversamento del vento e della tempesta. Lo sostiene dalla prima all’ultima pagina e lo argomenta con convinzione. La serenità è infatti, per Vecchioni, solo il surrogato della felicità e per questo ha, con questa forma di pace, un rapporto di amore e odio. L’imperturbabilità, lo stare bene e sentirsi rilassati ha il suo buono però è anche una vigliaccheria, un modo per non mettersi in gioco, per non mettersi in discussione. In La vita che si ama la felicità fa coppia con il dinamismo, con la voglia di combattere, di conoscere gente, di tentare di non essere sempre uguali a se stessi, di impegnarsi in qualcosa. La felicità è come una febbre che si sente addosso, qualcosa che ti mette continuamente in sollecitazione. Raccontando molto di se e attingendo alla propria autobiografia, alle proprie canzoni e ai grandi romanzi, Vecchioni ci porta nel suo mondo, nella sua amata casa sul lago dove ha trascorso momenti bellissimi, ma anche tragici, e cerca di imbrigliare la felicità, di farla sua e dei propri figli perché questa sensazione bisogna imparare a scorgerla quando corre a fianco a noi per riuscire ad afferrarla.

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